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Come e quando sono nate le arti marziali che noi conosciamo?

di Jiao Lian Simone Palmisano

A qualsiasi arte marziale noi pensiamo la prima cosa che ci viene in mente è che sono antiche, ma se ci fermiamo un secondo a riflettere ci rendiamo conto che non sappiamo ne chi sia stato l’ inverntore di queste arti marziali e neppure in quale stato o regione siano nate.

Infatti è così. La storia non ci lascia una traccia scritta ed ufficiale delle loro origini e quello che sappiamo lo dobbiamo alle storie ed ai racconti tramandati da antichi maestri e studiosi di storia.

Quando diciamo “antiche” significa “molto antiche”, infatti il ritrovamento di un bronzetto e di un bassorilievo testimoniano che queste pratiche erano diffuse già cinquemila anni fa in Mesopotamia.

Dal Medio oriente le arti marziali arrivarono in seguito in India, portate dall’esercito di Alessandro Magno. Da qui si sarebbero diffuse prima in Cina e poi in tutto lo scacchiere orientale grazie ad un monaco chiamato Bodhidharma o Da Mo, che durante un suo lungo pellegrinaggio giunse sui monti Song Shan, nel tempio di Shao Lin.

Questo monaco, insegnava un modo nuovo e diretto di approccio al Buddismo: diretto e con lunghe meditazioni (Si narra che lui stesso fosse stato in meditazione per nove anni in una caverna). Per sopportare le lunge ore di meditazione, insegnò delle tecniche di respirazione e degli esercizi per sviluppare la forza e le capacità di autodifesa.

Da questi insegnamenti è nato il dhyana o ‘scuola meditativa del buddismo’, chiamata in Cina Chan e in Giappone Zen.

Le tecniche di combattimento elaborate da Bodhidharma erano, in pratica, le origini di quello che oggi noi conosciamo come Kung-Fu, arte millenaria da cui derivano il karate e le altre disipline marziali.